La Tonnara

La loggia, la grande fornace, le mura dei magazzini e i resti della chiesa risalenti al XVII secolo, sono li a testimoniare l’esistenza di un simbolo che ha sostenuto l’economia di Portopalo fin dall’antichità. Oggi è un affascinante monumento di archeologia industriale.
La tonnara di Portopalo, cosi come quella di Marzamemi, era una tonnara di ritorno.
Il diritto di pesca da cui origina l’attuale tonnara risale al periodo medievale, concesso come baronia feudale sottoposta a investitura, vassallaggio e obbligo di equipaggiare un cavallo armato ogni venti onze di reddito.
I possessori dovevano dare in gabella l’esercizio a mercanti, interessati perché avevano la possibilità di ottenere guadagni consistenti con pochissimi impegni finanziari.
Nel 1774 la proprietà viene passata al principe di Villadorata Corradino Nicolaci, che ammoderna l’impianto ed investe per nuove attrezzature sia mobili che fisse.
Nell’800 per un periodo venne disattivata per poi venire riarmata nel 1895 ad opera di don Pietro Bruno Belmonte. La tonnara venne “calata” con cadenza annuale fino al 1969.

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